Pietre della mia Terra: racconto esperienze vissute nella ricerca, nel volontariato, nella promozione sociale e negli eventi culturali, attraverso i colori e i lamenti della Terra dei Messapi. La mia Terra. Scontri e incontri in un territorio aspro e amato. Dure battaglie per sfuggire alla parte oscura di noi... percorrendo le bianche strade di polvere e pietre del nostro destino.

martedì 3 gennaio 2017

Parole in libertà

Acqua Altro (ancora) Uno Mio/a NO Pippi (Calzelunghe) Bia (nome di cane) Mamma Vedi Ahia! Vai Qu tu è? (Qu'est-ce que c'est?) Pappa Grazie Brutto Tuy  (nome di criceto) Pamma (palla) Via Dammi Ciao Bua Nonno/a Zio/a Pimpa Non voglio Orso Si Ehi tu Vieni Dai! Rocco Cui (colori) Zitta/o Papi (bisc)Otto (cioccol)Ata Bua al dito (f)Atto Eccoti qua Puppi (mele mandarini prugne ecc.) Dov'è? No non c'è qua Eccoli Peppe Bimba Su Pummi (pomodori) Oh no rotto! Grande Blu Do Tu-tu (tubo) Uovo Brumma Bau Miao be mu quaqua ii-oo pio pi-pi (uccellini) et al. Uddi (luci) Oh no trissi.. (triste) Chicco Pizza Mimì (coniglio) Oh-oh (babbo natale) Uva È brutto qua (il buio)  Sogno...........
SOGNO ???? Sogno.... (nome astratto, il più bello).


martedì 20 dicembre 2016

Omaggio a Gozzano, 2 dicembre 2016 a Taviano

L'associazione La piazza vanta un magazine online ricco di contenuti e di notevole diffusione: http://www.lapiazzamagazine.com/. Nel contesto della propria vita associativa dedica spazio a numerosi eventi culturali con un pubblico attento e interessato, come quello che ho avuto l'onore di incontrare in occasione della celebrazione del centenario della morte di Guido Gozzano.

 

giovedì 20 ottobre 2016

The ‘mala bestia’: an Introduction to the Theme of Evil in Pirandello’s Work", «Pirandello Studies», 36, 2016, pp. 131-142.

* This article is based on the winning entry in the Society’s post-graduate essay competition, 2015.

The metaphor of the beast appears in all literary texts exploring the relationship between the active and the contemplative lives, but in particular the Pirandellian image of the ‘mala bestia’ [‘evil beast’] represents the frightful and humorous materialization of the presence of evil in his writing. In this article a focus on the figure of the ‘mala bestia’ will allow us to discover intertextual links between Pirandello's works and a number of books in his personal library as well as certain authors he reviewed.

lunedì 12 settembre 2016

La letteratura italiana e le arti XX Congresso dell’ADI - Associazione degli Italianisti, Napoli

LA LETTERATURA ITALIANA E LE ARTI
XX Congresso dell’ADI - Associazione degli Italianisti
Napoli, 7-10 settembre 2016
Programma



Programma delle sessioni parallele
8-10 settembre, ore 9-11

9 settembre, ore 17-19.30 Università degli Studi “Federico II” – Dipartimento di Studi Umanistici Via Porta di Massa, 1 

Scala B I piano, Aula 103 

Scritture per la scena tra teatro e cinema. 
Coordina Annalisa Castellitti, Università di Napoli “Federico II” castellitti.press@libero.it Interviene Florinda Nardi, Università di Roma “Tor Vergata” florinda.nardi@uniroma2.it Simone Magherini, Università di Firenze simone.magherini@unifi.it

È fittissimo l’interscambio, nel corso del Novecento e oltre, tra letteratura, teatro e cinema. Il panel si pone l’obiettivo di analizzare tale interscambio, al fine di evidenziare sintonie e distonie, vicinanze e lontananze, comunicabilità e incomunicabilità tra i diversi linguaggi espressivi. Attraverso lo studio di singoli protagonisti e testi, sia letterari che scenici, si costruirà un ragionamento organico sulle seguenti macro-questioni: il rapporto vischioso tra forme diverse (dalla novella o dal romanzo al teatro o al cinema e, allo stesso tempo, dal teatro al cinema), le questioni legate ai copioni di scena e alle sceneggiature, l’attenzione alle didascalie, ai dialogati, alle indicazioni di regia e, infine, i legami – pacifici e meno pacifici – tra letterati e registi. Sarà possibile, in questo modo, sviscerare alcune problematiche legate alla scrittura per la scena tra XX e XXI secolo, puntando l’attenzione su quell’ibridismo che la letteratura fa proprio nel momento in cui entra in contatto con altre forme artistiche. 

Donatella Nisi, Università del Salento donatellanisi@gmail.com

Lo studio delle varianti rileva come Pirandello, nelle riedizioni teatrali successive al 1925, introduca alcune didascalie che contengono notazioni sul colore. Tali inserimenti fanno trasparire nel tessuto drammatico immagini espressive che rappresentano un passaggio obbligato per l’analisi degli esiti più studiati della scrittura scenica di Pirandello, soprattutto per distinguere le soluzioni che sono da sempre nell’invenzione poetica pirandelliana da quelle determinate anche dall’attività di Capocomico. Pirandello si dimostra fin dal 1884 pronto ad esasperare il descrittivismo tradizionale in narrativa, e a rompere dall’interno gli schemi del verismo, anticipando esiti espressionistici, con una scrittura che dimostra una «qualità spiccatamente coloristica e figurativa» (Corsinovi). Nel teatro degli esordi, invece, assistiamo ad un ridimensionamento di questa tendenza, la quale torna a manifestarsi in maniera programmatica a partire solo dai Sei personaggi, dove l’elemento cromatico e luminoso concorre scenograficamente alla diversificazione psicologica ed esistenziale dei personaggi. 










lunedì 25 luglio 2016

Aghios. Quaderni si studi sveviani 9 2016 (Schedario: edizioni e studi)

Di fronte al gran numero di periodici di critica letteraria sul mercato, la comparsa di un altro titolo potrebbe generare qualche perplessità o dubbio. "Aghios" non vuol essere l'ennesima rivista di carattere antologico o di varia umanità, ma intende solo coprire uno spazio specifico. Fino ad ora, Svevo era rimasto uno dei pochi "classici moderni" ai quali non era stato dedicato un periodico di saggistica e di informazione per dar conto dei lavori in corso intorno alla sua opera. Ed è proprio questo il compito che "Aghios" intende svolgere. Si sta lavorando intensamente - da varie parti - per approntare edizioni filologicamente attendibili o per analizzare documenti e materiali che potrebbero produrre risultati utili a questo scopo. Studi sull'opera di Svevo vengono pubblicati in gran numero, in questi anni, in Italia e all'estero. Numerose continuano a essere le traduzioni in tutti i Paesi del mondo. Di qui la necessità, soprattutto, di uno schedario sistematico di queste pubblicazioni, e di rassegne periodiche dell'attività di studio intorno all'opera sveviana.

(in questo numero ho curato 11 schede nella sezione studi dello Schedario).

mercoledì 13 luglio 2016

Io sono il treno.

Io sono il treno... la mia vita non sarebbe la stessa senza il treno che in questi anni mi ha condotto verso la costruzione delle mie esperienze.

Tutto quello che è scritto in questo post è tremendamente vero:
https://nicolanocella.wordpress.com/2016/07/12/il-mio-giorno-piu-lungo/

Scorrono attraverso il finestrino del mio treno le immagini della mia vita, i sapori, i ricordi indelebili, ogni gioia e dolore di questi anni della formazione... sino ai battiti della mia gioia più grande cullata per mesi al ritmo del mio treno. Il treno è una componente esistenziale per chi vive questa terra a passo lento e modesto: è il ventre delle mie fughe e dei miei ritorni low cost, low impact, low effort..., il quale serpeggia instancabilmente all'interno di un ventre poco più grande chiamato territorio. Perché qui non si parla del "treno verso il Nord", come direbbe Bodini [La luna dei Borboni (1950-1951), 4], qui si parla di un treno melanconico ma pur pericoloso,  come un cane che si morde la coda e con il suo rumore abbaia alle campagne silenziose, e a volte uccide ai passaggi a livello "il carrettiere" fermo ad aspettare (sulla mia tratta 2013, 2016 e chissà quante altre volte prima). Il treno di cui si parla è quello che fa viaggiare insieme il disagio interiore e quello sociale, e che ripristina per mezzo dell'osservazione e dell'ascolto gli equilibri interiori del passeggero ma lasciando una profonda inquietudine. Io sono il treno... io sono una vita destinata a morire: «La vita che cos'è! Guarda, basta un soffio, cosí, a portarsela via!».


Un campanile di sughero
verso i capelli corti della luna
ghiotta d'angurie. Un grande carro fermo
ai passaggi a livello,
fra gli orti coi piselli calpestati
di nottetempo. Dorme
il carrettiere e non dorme,
bocconi,
con il capo fra le braccia,
e un fanciullo che veglia
il desiderio inquieto dei pidocchi,
al passaggio del treno verso il Nord.