Pietre della mia Terra: racconto esperienze vissute nella ricerca, nel volontariato, nella promozione sociale e negli eventi culturali, attraverso i colori e i lamenti della Terra dei Messapi. La mia Terra. Scontri e incontri in un territorio aspro e amato. Dure battaglie per sfuggire alla parte oscura di noi... percorrendo le bianche strade di polvere e pietre del nostro destino.

martedì 28 gennaio 2014

Libri e Memoria

...Il canto di Ulisse. Chissà come e perché mi è venuto in mente: ma non abbiamo tempo di scegliere, quest'ora già non è più un'ora. [...] Come se anch'io lo sentissi per la prima volta: come uno squillo di tromba, come la voce di Dio. Per un momento, ho dimenticato chi sono e dove sono. Pikolo [...] ha ricevuto il messaggio, ha sentito che lo riguarda, che riguarda tutti gli uomini in travaglio, e noi in specie; e che riguarda noi due, che osiamo ragionare di queste cose con le stanghe della zuppa sulle spalle.[...] - Kraut und Rüben -. Si annunzia ufficialmente che oggi la zuppa è di cavoli e rape: - Choux et navets - Káposzta és répak.

Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso.[1]

Levi racconta: «Avrei dato veramente pane e zuppa, cioè sangue, per salvare dal nulla quei ricordi, che oggi, col supporto sicuro della carta stampata, posso rinfrescare quando voglio e gratis, e che perciò sembrano valere poco. Allora e là, valevano molto. Mi permettevano di ristabilire un legame col passato, salvandolo dall'oblio e fortificando la mia identità. Mi convincevano che la mia mente, benché stretta dalle necessità quotidiane, non aveva cessato di funzionare. Mi promuovevano, ai miei occhi ed a quelli del mio interlocutore. Mi concedevano una vacanza effimera ma non ebete, anzi liberatoria e differenziale: un modo insomma di ritrovare me stesso»[2].


[1] P. Levi, Se questo è un uomo (1947), in Id. Se questo è un uomo. La tregua, Einaudi, Torino 2000, pp. 100-103. Ricordiamo che Levi, morto suicida nel 1987, trovò un appiglio di vita, al ritorno dall'Inferno di Auschwitz, proprio grazie alla scrittura, che oltre ai testi di testimonianza, comprende diversi racconti d'invenzione, saggi e articoli.
[2] P. Levi, I sommersi e i salvati (1986), Einaudi, Torino 20083, pp. 112-113.


Ci cussu qqua jete n’omme

Vu ca vivite seqqure
jind'a lle casere vuste càte
vu ca jacchijaite turnanne a sere
u mangià càte i ffacce d'amisce:
cunzeterate ci cussu qqua jete n'omme
ca fatije jind'â lote
ca nange canossce pasce
ca se vatte pe nnu mienzu panette de pane
ca more pe nnu sine o pe nnu none.
Cunzeterate ci quessa qqua jete na fèmene,
senze cchijù capidde i ssenze nu nome
senze cchijù a forze cu ss'arrecorde
le uecchije abbacande i a nature aggelate
com'a nnu maraùettele u vierne.

Metetate ca d'accussì i state:
ji ve cumanne quisse palore.
Scarpedidatevele jind ô coru vuste
stanne jinda case scenne p' â strate
curcànneve jasànneve
rebbetìtele a Ile file vuste.
O cu ve scòffele case,
cu vve degghje ciungà na malatie,
le criature vuste cu ttòrcene a facce da vu.

Primo Levi, versione in dialetto cegliese di Pietro Gatti

lunedì 16 dicembre 2013

Vita vs Ricerca: Il sentimento del male e l'avventura della barca incantata (la letteratura, il male e me).

I libri, nel frattempo, si accumulavano nelle camere e nei corridoi, formando pile precarie tra le quali ero costretto ad avanzare con cautela. [1] 



[1] Tzvetan Todorov, La letteratura in pericolo, (Flammarion, Paris 2007), trad. di E. Lana, Garzanti, Milano 2008, p. 9.

Ci sape!
I mme pare ca u josce ete u recuerde
ggià de nu suenne, u desidèrie agghjiuse
de n'atu suenne; sende c'agghje perse
na cose, ma na ssacce; ca me spette
na cose ggià passate, ggià chjangiute;
ca cre, ci sape...![2]


[2] Pietro Gatti, A terra meje (1976), in Pietro Gatti Poeta, a cura di Donato Valli, 2 voll., Manni, San Cesario di Lecce 2010, vol. I, p. 91. «Chi sa! - E mi sembra che l'oggi è il ricordo già di un sogno, il desiderio chiuso di un altro sogno; sento che ho smarrito una cosa, ma non so; che mi attende una cosa già trascorsa, già pianta; che domani, chi sa...!»


Mommina non poté più né cantare, né ballare, né andare a teatro, e neanche più ridere come prima.
Mommina era buona [...] Mommina capiva tante cose [...] Ma Mommina, oltre alle tante cose che capiva, aveva anche la passione dei melodrammi.[3]


[3] Luigi Pirandello, «Leonora, addio!», pubblicata in «Corriere della Sera», 6 novembre 1910; poi in Tz 1912; in N12 1928; infine in OMII 1938; ora in NOIII pp. 374-383.



...Il canto di Ulisse. Chissà come e perché mi è venuto in mente: ma non abbiamo tempo di scegliere, quest'ora già non è più un'ora. [...] Come se anch'io lo sentissi per la prima volta: come uno squillo di tromba, come la voce di Dio. Per un momento, ho dimenticato chi sono e dove sono. Pikolo [...] ha ricevuto il messaggio, ha sentito che lo riguarda, che riguarda tutti gli uomini in travaglio, e noi in specie; e che riguarda noi due, che osiamo ragionare di queste cose con le stanghe della zuppa sulle spalle.[...] 
- Kraut und Rüben -. Si annunzia ufficialmente che oggi la zuppa è di cavoli e rape: - Choux et navets - Káposzta és répak.
Infin che 'l mar fu sovra noi richiuso.[4]


[4] Primo Levi, Se questo è un uomo (1947), in Id. Se questo è un uomo. La tregua, Einaudi, Torino 200026, pp. 100-103.



- Basta! - disse fra sé don Chisciotte -. Voler indurre con le preghiere queste canaglie acché facciano un'opera buona è predicare al deserto. E in quest'avventura devono essersi scontrati due fortissimi incantatori, l'uno dei quali ostacola ciò che vuol fare l'altro. L'uno mi ha fatto trovare la barca, e l'altro mi ha buttato giù. Che Dio ci metta riparo, che tutto il mondo è pieno di macchinazioni e di trame, le une in contrasto con le altre. Io non ne posso più. [...] I pescatori e i mugnai guardavano stupefatti quelle due figure, così diverse, all'aspetto, dal resto degli uomini, e non riuscivano a capire a che cosa mirassero i discorsi e le domande che faceva don Chisciotte; e giudicandoli due pazzi, li lasciarono e se ne tornarono, i mugnai ai mulini e i pescatori alle loro barche. Don Chisciotte e Sancio tornarono alle loro bestie, e alle bestie che erano, e questa fu la fine dell'avventura della barca incantata.[5]



[5] M. De Cervantes, Don Chisciotte della Mancia (1605-1615), trad. introduzione e note di V. Bodini, 2 volumi, Einaudi, Torino 20073, p. 830.

sabato 28 settembre 2013

Festa dei Lettori sabato 28 settembre 2013 a Ceglie Messapica



Un'iniziativa promossa dalla Regione Puglia in collaborazione con i Presidi del Libro si è tenuta presso il Secondo Istituto Comprensivo Statale di Ceglie Messapica, sabato 28 settembre dalle 9:00 alle 13:00, in occasione della Festa dei Lettori 2013. I referenti locali del Presidio "Condividi un Libro" hanno ideato e tenuto dei laboratori didattici con giochi fatti con i libri. Obiettivo del laboratorio ricostruire l'isola-libro e cercarne il tesoro: cooperare in gruppo, leggere e approfondire. I laboratori si sono tenuti nelle prime classi della Scuola Secondaria di Primo grado "Vinci" di via Toniolo, e nella biblioteca scolastica della Scuola Primaria "plesso G. Bosco" di via Francavilla.

venerdì 14 settembre 2012

Aspettando la Festa dei Lettori 2012 - Leggere il Piccolo Principe "I lampionai della Terra"

Dice il LAMPIONAIO del quinto pianeta "Faccio un mestiere terribile. Un tempo era ragionevole..."; come dargli torto, portare luce nell'oscurità può rivelarsi davvero un mestiere terribile in un'era che corre veloce, e di anno in anno sempre più in fretta, rincorrendo un progresso che spietatamente rischia di lasciare nell'ombra qualcuno. Il Piccolo Principe vede subito l'essenziale di questo terribile mestiere "Quest'uomo, si disse il piccolo principe, continuando il suo viaggio, quest'uomo sarebbe disprezzato da tutti gli altri, dal re, dal vanitoso, dall'ubriacone, dall'uomo d'affari. Tuttavia è il solo che non mi sembri ridicolo. Forse perché si occupa di altro che non di se stesso."
In occasione della FESTA DEI LETTORI vogliamo leggendo Il Piccolo Principe dare spazio a tutti i LAMPIONAI DELLA TERRA che correndo contro il tempo portano luce su chi ne ha bisogno.
L'INVITO è DI CONDIVIDERE LE STORIE DI UOMINI E DONNE che si occupano degli altri e della salvaguardia del PIANETA TERRA nel volontariato e nella società.

Una PAGINA aperta a chi vorrà raccontare e a chi  vorrà ascoltare ciò che è invisibile agli occhi.
 
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venerdì 29 giugno 2012

Decennale Presidi del Libro - 28 giugno 2012

 

 

Armati di una valigia piena di libri, abbiamo letteralmente rotto il ghiaccio della lettura in un caldo pomeriggio estivo, attorniati dagli sguardi straniti degli avventori abituali della villa, smarriti davanti a tanti innocui fogli illustrati rilegati in brossura o copertina rigida lasciati sparsi sotto gli alberi. Questo esperimento di invadere uno spazio con una valigia piena di libri, incontrando un pubblico prevalentemente di non lettori, ha dato l'opportunità a bambini in età scolare, che si sentivano estranei ai libri o convinti di "non andarci d'accordo", di rompere la routine quotidiana ritrovandosi a giocare con i libri e a leggere ad alta voce favole e filastrocche oppure ad inventarle pescando le parole; inoltre ha fatto in modo che genitori di bimbi piccoli, assolutamente diffidenti ad avvicinarsi perché i figli ancora "non sanno leggere", hanno dovuto assecondare la curiosità dei propri piccoli, colpiti e attratti dai colori e dalle forme dei libri, ritrovandosi a sostare per leggere e sfogliare libri su libri.
 

domenica 26 febbraio 2012

Viaggi nella TERRAdiMEZZO


>>>>> 21 febbraio ore 11.00 al Musa di Lecce <<<<<
Conferenza Stampa di avvio del Progetto VIAGGI NELLA TERRADIMEZZO per la valorizzazione dell'identità messapica nelle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto